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CASA MIATracce di un'esistenza
1/4/2008 Messina - CataniaStudiare fuorisede significa, il più delle volte, staccare col passato per iniziare un nuovo corso. Ricominciare. Abitudini, amicizie, paesaggi mutano completamente da un giorno all'altro. Nel mio caso, cambiare città ha significato dividersi. Vivere contemporaneamente e fondere il passato/presente con il nuovo: moltiplicare gli impegni, adeguarsi a nuovi standard pur non dimenticando i vecchi. Dalla città dello stretto al capoluogo etneo il passo parrebbe breve. In verità, seppur geograficamente prossime, le due città mostrano realtà profondamente distanti. Dalla morfologia del territorio (affacciarsi sul mare / prostrarsi ai piedi del vulcano) allo spirito vitale socio-economico (nostalgia di un florido passato, immobilismo/sguardo fiducioso al futuro, intraprendenza). Il cambiamento riempie le mie giornate. Nuova linfa e nuovi stimoli mi rendono più recettivo. L'università, le compagnie, i luoghi di aggregazione sono fonti inesauribili di conoscienza. Di contro, tanta fatica. Adeguarsi ad un ambiente che non sento ancora MIO. Esserci per tutto e per tutti. Trovare l'energia necessaria è la mia impresa quotidiana. 8/6/2007 MortePer alcuni un’ossessione, per altri qualcosa da esorcizzare ad ogni costo. Comune è la paura per qualcosa impossibile da conoscere e controllare. Oscurità ed incertezza, ma non necessariamente dolore (per come lo conosciamo). La sofferenza colpisce chi vive, chi prosegue l’agonia, lasciando affievolire, giorno dopo giorno, la luce della speranza e la fiamma della coscienza. Cobain diceva “meglio bruciare che spegnersi lentamente”; io dico “meglio vivere!”, senza porsi poi troppo il problema.
Il mio consiglio è “make your life your masterpiece”. Fai in modo che non resti solo polvere! 4/3/2007 DottoreLa lunga attesa aumenta le aspettative. Rende l’evento speciale, emozionante, unico. Ore, giorni, mesi, spesi a preparare tutto nei minimi dettagli, quando improvvisamente si arriva all’appuntamento. La consapevolezza del proprio lavoro fa si che qualsiasi ostacolo appaia meno impervio (il sudore paga!). In quel momento esisto solo io. Nessuno intorno. Sostenitori e denigratori non mi scalfiscono. Sento il mio corpo e la mia mente in fermento. Vivo! Superare le paure è dovere dell’uomo, seguire le proprie virtù allo scopo di esprimersi al meglio nel mondo. Tutto si concentra in pochi attimi, che valgono una vita. Il contorno ha breve durata, coi giorni l’eccitazione si affievolisce. La gioia, l’entusiasmo, per un obbiettivo raggiunto si spengono in fretta. Si cerca di guardare oltre, al prossimo passo da compiere.
“Why be extraordinary, if you can be yourself?” 2/20/2007 TraguardoNon è l'ultimo passo a decretare l'arrivo,
ma il lavoro quotidiano e le sue piccole difficoltà. 12/21/2006 Violenza e non violenza"Tiziano: Ti ho raccontato la storia di Halal Khan che aveva messo in piedi un esercito di 100.000 guerrieri armati di bastoni? Folco: Non violenti? Tiziano: Non violenti. Quando arrivavano gli altri, mettevano i bastoni per terra e si facevano picchiare. Però, che esempio morale! Ma vedi, non si insegna questo, non se ne parla. Le scuole non fanno che la storia degli eroi e dei conquistatori. Alessandro Magno: <<magno>> perchè ha massacrato migliaia di persone nell'Asia centrale? Forse era anche uno simpatico ai suoi tempi, giovane, conquista il mondo. Ma conquistare cosa vuol dire? Vuol dire uccidere, prendere la roba degli altri. Tutto questo dovrebbe essere rimesso in discussione. L'educazione dovrebbe cominciare con l'insegnare il valore della non violenza, che ha a che fare poi con tutto: con l'essere vegetariani, col rispettare il mondo, col pensare che questa terra non te l'han data a te, che è di tutti e tu non puoi impunemente metterti a tagliare e fare buchi. Il guaio è, secondo me, che tutto il sistema è fatto in modo che l'uomo, senza neppure accorgersene, comincia sin da bambino in una mentalità che gli impedisce di pensare qualsiasi altra cosa. Finisce che non c'è nemmeno più bisogno della dittatura ormai, perchè la dittatura è quella della scuola, della televisione, di quello che ti insegnano. Spegni la televisione e guadagni libertà. Libertà. Non ce n'è più. Io lo continuo a ripetere: non siamo mai stati così poco liberi, pur nella apparente enorme libertà di comprare, di scopare, di scegliere fra i vari dentifrici, fra le quarantamila automobili, fra i telefonini che fanno anche la fotografia. Non c'è più la libertà di essere chi sei. Perchè tutto è già previsto, tutto è già incanalato e uscirne non è facile, crea conflitti. Quanta gente viene rigettata dal sistema, viene emarginata perchè non rientra nel modello? Facesse invece delle altre cose! Ma non c'è altro, c'è solo una spinta verso il mercato. ... ...E le scuole oggi non sono fatte per insegnare ai ragazzi a pensare, sono fatte per insegnare ai ragazzi a sopravvivere, per insegnar loro delle cose con cui poi trovano un posto in banca. E quando ne esci sei condizionato. Ripeti dei modelli prestabiliti. Non è che molto facilmente ti inventi qualcosa." [da "La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani] 11/2/2006 El bosqueScorre la strada sotto le ruote da 10'' della mia vespa. I rami si chiudono sopra di me in un caloroso abbraccio materno, quasi oscurando il cielo. Verde tutt'attorno. Ombre e luce si alternano sulla via. Vento freddo solca il mio viso, ed è una piacevole sensazione. L'unico profumo è quello della vegetazione. Decido di fermarmi. Sento la natura, la spontaneità. Le foglie ingiallite, ormai morte, cadono spinte dal soffio leggero del vento. Poi il silenzio. Nulla di artificiale, costruito, finto. Non piove da giorni, ma la terra è umida. Il dono delle nuvole è prezioso, e va custodito. Una farfalla fluttua nell'aria, poi si posa su una margherita, tranquilla. La mia presenza non la disturba. La malizia non fa parte del suo mondo. L'istinto la porta a fidarsi. Avanzo e le foglie si fan più fitte. L'udito pian piano si abitua ed il silenzio si trasforma in piccoli e remoti sussulti. Il bosco è vivo. Respira. Lento ma costante, da millenni, imperturbabile. Camminando urto distrattamente un qualcosa che par essere un sasso, ma il suono lo tradisce. Lo raccolgo. Muschio e terriccio celano una lattina. Traccia del passaggio di qualcuno, abbandonata chissà quando e da chi. La forza della vita l'aveva nascosta, fagocitata. Tutto passa. Anonimamente. E si perde nel tempo. 10/23/2006 "Mens sana in corpore sano" e viceversaSensibile è l’equilibrio tra mente e corpo. Spezzata la corda che sostiene l’uno, anche l’altro verrà risucchiato. Ed entrambi precipiteranno nell’abisso. Insieme. Nei momenti oscuri, pensare positivo non è solo un “placebico” aiuto, bensì un fondamentale elemento di guarigione. Quando la mente è sgombera, il corpo non può far altro che seguirla. Al contrario, la disperazione aumenta il disagio fisico. Lo spirito sostiene la risalita, l'impervia scalata. Guardare il nero della fossa provoca soltanto la fastidiosa vertigine. 9/27/2006 Step by stepLife in a certain way is... ..."every day, every won inside, that you find, that you leave behind"... Le piccole gioie quotidiane ci regalano il gusto della vita. La forza di superarle e gettare un altro passo in avanti, ci rende degni di viverla. 8/21/2006 Peppi Tour Sicilia 20063 gli angoli di un’isola meravigliosa, tutta da scoprire. Capace di inebriare con la sua bellezza e le sue incoerenze anche il visitatore più scettico. 3 amici con la voglia di mettersi in gioco, provare nuove esperienze, consolidare vecchi rapporti e crearne di nuovi. 10 giorni indimenticabili. Il Peppi Tour nasce come un viaggio fisico, ma diventa spontaneamente, col passare del tempo, un’avventura emotiva. La percezione dei luoghi, delle persone, delle situazioni, variano al variare della compagnia. In questo caso, non avrei potuto immaginare compagnia migliore. Al mio polso un tricolore. 3 caratteri profondamente diversi, 3 stili di vita distanti anni luce, 3 città divise da km e km, ma un unico equilibrio, forte, resistente alla distanza ed al tempo. Tempo che non cancellerà le lunghe camminate, tra vicoli stretti e scoscesi, in cerca di una sistemazione per la notte. I risvegli forzati dopo notti insonni all’insegna dell’eccesso. Le chiacchierate post pranzo, così piacevoli e necessarie. Le persone conosciute lungo il cammino, e quelle perse o non pervenute (ogni riferimento a fatti e/o persone realmente esistenti è puramente voluto!). Il sole ed il mare, della mia terra. Ogni ricordo permarrà indelebile nella mia memoria. Il “videogiornale di bordo”, l’amico TomTom, Virgilio Jesus, l’Atelier sul mare, le palle da dietro, il Dito, il succo di cannolicchio, “Me Voy”, maremma hane, la marna, lo zucchero filato, il cantante di Noto, e così via… Come vi ho già detto: “Ragazzi non vi ho visto, vi ho vissuto!” Que lastima, solo 10 dias.. pero adios.. Con la speranza di ripetere l’impresa al più presto, see you guys! 7/11/2006 Campioni del MondoLa penisola trema, palpita ed infine esplode, nei 120 minuti più lunghi degli ultimi 12 anni. Siamo sul tetto del mondo. La sadica regia, questa volta, ha scelto un finale diverso. 23 ragazzi, un sogno iridato, la quarta stella cucita sul cuore, la consapevolezza che la storia è stata, ancora una volta, cambiata. Hanno vinto i sentimenti, il sacrificio, la freddezza, l’equipe. Verde la speranza, Bianco il candore, Rosso l’ardore. Oggi è Azzurra la vittoria! 7/5/2006 Vivo sempre insieme ai miei capelliIl barbiere è fantastico. Credo si nasca barbieri, non ci si può inventare dall’oggi al domani. Occorre un determinato corredo genetico. Ti guarda appena entri. Ti saluta, poi ti osserva. Scruta i tuoi movimenti e sa già come “operare”. Ti fa accomodare sulla poltrona, tu ti siedi. Ti chiede, giusto per cortesia: “Allora, come li facciamo!?”, quando in realtà pensa: “A te ci penso io!”. Tu descrivi, lui vola con la fantasia. Ha altri piani. E’ pericolosissimo! Per lui il capello non è mai troppo corto. Taglierebbe, taglierebbe, quanto gli piace tagliare… Unica barriera, il cuoio capelluto. Lui taglia, tu pensi: “Eppure non erano poi così male, avrei potuto aspettare qualche altro giorno…”. Ciocche di capelli abbandonano la tua testa per gettarsi sul freddo pavimento. Lui taglia. Speri il supplizio termini al più presto. Lui taglia. Ma improvvisamente, quando meno te lo aspetti si blocca. L’opera è conclusa. Ed è allora che, con il sorrisino di chi è convinto di aver creato l’universo in 4 giorni e mezzo, ti chiede: “Vanno bene così?!?”. VANNO BENE COSI’??? Che domanda è? Ormai hai fatto, non si torna indietro. Se ti dicessi: “Non vanno bene” che faresti? Li coglieresti da terra per riattaccarmeli? La coccoina non serve. In pochi secondi: specchio a destra, specchio a sinistra, specchio dietro. Così rispondi sommessamente, con un sorriso falso, “OKKEY”. Aggiungendo un opzionale cenno di intesa, a significare: “Ottimo lavoro, Jack!”, anche se mai nessun barbiere si è mai chiamato Jack. A questo punto, con fierezza, stanco per la prestazione, ma indomito, sforna l'ultima perla: “SERVITO!”. Terminando un rituale sacro, che da secoli va avanti, segnando la vita di uomini di tutte le età ed appartenenti a tutte le culture del mondo. Ah, che specie meravigliosa sono i barbieri… 6/22/2006 Ancora tu?Sei tornata dopo un anno di tregua: insistente, opprimente, insopportabile. Più ti allontano e più mi stai accanto, per quanto ancora dovrò sostenere il peso della tua compagnia?! Irrompi nelle mie giornate insistentemente, e condizioni le mie attività. Come un fastidioso tessuto, veli il mio corpo. Mi sfianchi, proprio adesso che più avrei bisogno di tutte le mie forze. Ti odio Afa! 6/7/2006 Voglio succhiare il tuo sangueTempo fa mi capitò di partecipare ad un convegno sul tema “Educazione alla legalità”. Mi stupiva il bisogno stesso di dover fare un convegno, sottolineare un qualcosa che io ritenevo normale, scontato. Eppure, evidentemente, il bisogno c’era. È passato un po’ di tempo da allora. Ho fatto esperienza, anche se poca, ed ho visto come vanno le cose. Come e quanto si è disposti a vendersi per un briciolo di denaro, e quindi potere, in più. Paradossalmente i torti peggiori li commette chi già possiede, chi teoricamente non ne avrebbe bisogno, chi è “arrivato”. Avidità. Gli interessi muovono tutto. Si dice che ognuno coltivi il proprio orticello, è vero! I pretesti sono i più svariati, ma la sostanza è sempre uguale. Non importa calpestare i diritti dei deboli, “perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili”. La legge non è più il fulcro stabile della società (ma forse non lo è mai stato), ma una sostanza indefinita, plasmabile dal singolo per i propri scopi. La dignità è solo apparenza, la realtà è il servilismo. I favori diventano merce di scambio. Faccio questo se tu... Il lavoro nobilita se fatto con cuore. Forse troppi oggi lavorano col portafoglio. 5/18/2006 CucitoIl filo di cotone bianco entra nella cruna, con difficoltà. Non al primo ne al secondo tentativo, ma al terzo cede alla precisione della mano esperta. Il silenzio avvolge la stanza, la tranquillità il mio cuore. È la cosa più bella del mondo. Altre volte mi è capitato di assistere al lavoro di qualcuno, e lasciarmi rapire dai gesti, dai quieti movimenti ritmici, dalla serenità che quel determinato momento sa regalarmi. Una donna piantare un fiore, un bambino disegnare una casetta, o costruire un castello di sabbia, un vecchio riparare una bicicletta logorata del tempo, cucinare… Cose semplici, ma di infinita pienezza. Che ci avvicinano al mondo, alle cose che ci circondano. Starei ore ad osservarle, immobile. Cercando di limitare al minimo la mia presenza, il mio respiro, al fine di non disturbare l’altrui operato. Così dovrebbe essere, sempre. 5/15/2006 29Ci hanno, anzi, MI hanno rotto il giocattolo. Mi sento deluso, tradito, usato. La Fede, in quanto tale, permane inalterata; tuttavia niente potrà cancellare una simile caduta di stile. Che i responsabili vengano trovati e puniti, TUTTI! Uomini senza dignità, ridateci il sogno che ci appartiene, svestite i colori che amiamo. Non ne siete degni! Vergogna! Forza Juve! Viva il calcio, le emozioni che sa regalare, le nottate spese sugli spalti o davanti allo schermo. “Notti magiche, inseguendo un gol”. 4/28/2006 ElasticoA volte sembra quasi di viaggiare ad una velocità diversa rispetto al mondo che ci circonda. Parlo di evoluzione, movimento, cambiamenti nelle vite delle persone a me vicine. È un moto mai uniforme: accelera, decelera, si stabilizza… e così via. Se per me è il baratro per altri raggiunge il picco più alto, e viceversa. Non è, quindi, il solo fatto di star fermi a logorare, piuttosto il vedere altri attraversare momenti migliori rispetto ai nostri, una sorta di invidia (nel senso positivo del termine). Ho piacere per la persona che sta bene, ed allo stesso tempo mi piacerebbe essere al suo posto. Solo questione di tempo, di attesa, ed il mio “moto” riprenderà, libero dalla pesante e passeggera zavorra, come un elastico proiettato verso il futuro. 4/18/2006 FranceVoler comunicare e non riuscire. Voler scambiare impressioni e non potere. Poche volte mi era capitato di trovarmi isolato per via delle lingua, e purtroppo mi trovo a confermare una sensazione di impotenza disarmante. Così vicini e così lontani. Tanto simili seppur diversi. Una mia mancanza da colmare al più presto. Una nuova lingua da imparare corrisponde a nuovi mondi da scoprire, orizzonti che si aprono. Io sto con gli ippopotamiFratelli d’Italia… ma de chè?! Facciamo i nostri interessi e nulla più. E’ la natura, istinto alla sopravvivenza. Destra, sinistra, centro, concorrenti nella stessa pulsione: difendere il proprio interesse. Imprenditori, operai, liberi professionisti, tutti hanno il diritto ad esser rappresentati. C’è sicuramente chi approfitta del sistema per scopi personali, impossibile negarlo, ma non lo trovo determinante. Se alla fine i conti sono in positivo per tutti, non è moralmente corretto, ma mi sta bene. Il problema? La confusione! Il bieco tentativo di mischiare i propri “valori” originali ed identificativi, al fine di ottenere consensi sempre maggiori. Il gettar fango sugli oppositori, tralasciando le proprie mancanze. Il lasciarsi scivolare addosso in modo inoperoso il privilegio guadagnato (rappresentare un popolo). Ritengo che la politica debba poter essere per tutti. Al momento non lo è! Purtroppo non tutti sono per la politica, anche se a giudicare dai candidati sono l’unico a pensarla così… 4/2/2006 FusionSdraiato, perso nel vento che gela il mio volto. Nessun pensiero, nessun ostacolo tra me e la serenità assoluta. Le nuvole rapide attraversano l’orizzonte come tempo che passa inarrestabile. Apro gli occhi e vedo cielo. Vedo il mare infrangersi sulla costa, ne ascolto il suono, ne assaporo il profumo. Mi piacerebbe restar qui fermo in eterno, quasi non sento la necessità di tutto il resto. Perché affannarsi, stentare, morire? Vedo una terra che mi ha accolto senza riserve, che mi ha protetto, che mi ha fatto vivere. Nessuno attorno a me, solo io e la mia Galiza. 3/29/2006 Un anno dopoSento fluttuare il terreno. Il cianciare dei mattinieri lavoratori quasi sommerge il lento tremolio dei motori. Un ponte virtuale tra Sicilia e continente. Un ponte virtuale tra il mio oggi e il mio domani. Ancora incosciente per l’ora, ma già eccitato per quello che so mi accadrà.
Roma. Quanti ridondanti appellativi si sono accostati a questo nome leggendario, Roma. Quante parole spese per provare a descriverne il fascino. Inutili. Roma è Roma, per un giorno, mia.
Barcelona. Mi accoglie con pigrizia, un cielo grigio fa da sfondo al mio atterraggio. Appena a terra mi si scalda il cuore: Hola! Seppur così inflazionata questa parola risuona alle mie orecchie familiare, intima. Tanta gente spaesata, io no! Pur non conoscendo la zona mi sento già casa. Tante nuove persone da conoscere, vengo accolto come uno di loro. Le nostre esperienze si incontrano in un cammino parallelo, in modo congiunto all’infinito, o forse mai. Tutti portiamo lo stesso bagaglio, tuttavia ognuno decide di riempirlo a modo suo.
Granada. L’approccio con un’altra cultura solitamente può far paura, intimorire. Niente di più sbagliato. Ho incontrato gente fantastica. Solare, dedita alle tradizioni, ma aperta alle novità. Gente ospitale, che generosamente ha tanto da offrire. Granada, terra occidentale d’oriente. Granada terra di pacifica condivisione, bellezze incredibili, storia leggendaria.
La Coruña. Silenziosamente le prime luci dell’alba mi aprono le porte della città. E forse solo adesso mi rendo conto che momento più appropriato non poteva esserci. Assonnato non credo ai miei occhi, sono qui, sono tornato. Calcando le strade mi sembra di non essere mai andato via. Tutto è come quando l’ho lasciato, bello. Sono a casa! Rivedo luoghi, riassaporo cibi, respiro profumi. La sensazione è quella di conoscere a memoria ogni singola pietra del ciottolato. Ogni angolo un ricordo. La torre, imperiosa come non mai. Il mare, forte ed impetuoso. Il cielo, avvolgente seppur minaccioso. Solo una falla nel sistema perfetto: le compagnie perdute. I sorrisi complici. Le tacite intese. Tutte cose inafferrabili.
Stremato ma appagato. Ho avuto il tempo di prendermi del tempo, tutto per me. Ogni attimo del viaggio ha avuto un suo perché. Mi è servito a conoscere, capire, comprendere.
Grazie! A tutti i compagni di viaggio, le persone che ho incontrato e soprattutto quelle che mi hanno ospitato. Hasta Luego! 2/25/2006 MuoreLentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di
iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (Pablo Neruda) 2/19/2006 FotoRicordoSi dice spesso che non importa il “dove”, ma il “con chi”. Rivedo paesaggi a me cari, contornare volti sconosciuti. Quello che è stato per me, adesso è per loro. Ignari e contenti come ero io un tempo. Invidia, solo invidia la mia. Nessun rimorso, nessun rimpianto, ma tanta malinconia. E’ l’inizio della fine? Ho davvero perso per sempre il mio turno? Potranno mai tornare quei giorni in cui tutto aveva un senso, in cui un sottile e particolare filo logico guidava le giornate? In cui importava cosa eri e non cosa avevi. Spero di arrivare molto presto alle risposte che cerco. 2/6/2006 Calore umanoL’uomo ha bisogno di attenzione; sia essa emotiva, intellettuale, razionale. Ha bisogno di continue gratifiche, di sentirsi apprezzato, voluto bene, ecc. Il calore di un abbraccio, il contatto fisico, vale più di mille parole. 2/3/2006 11 SettembreFumo, fiamme, paura. Cade la prima. Penso: un film (per altro nemmeno tra i migliori), mi accorgo: è realtà. Silenzio, terrore, sgomento. Come si può? Un aereo, urla, ancora fumo. Cade la seconda. Polvere, lacrime, angoscia. Chi può? Morte! Muore la libertà. Si rompe, forse per sempre, quella sottile ed illusoria convinzione di poter vivere in pace. Siamo in pericolo, costante, tutti, in ogni luogo. Non una persona, una città, un paese; l’intera umanità è vittima dello scempio. Nessun vincitore, solo vinti. Anche il lucido carnefice ne risulta indebolito. Perché? Rabbia, rancore, sofferenza immensa. 1/30/2006 VoglioVuoi sentirti appagato? Comincia a donare. Sicuro di te? Rompi gli indugi. Libero? Scegli di sbagliare, ma a modo tuo. Felice? Apprezza le piccole cose. Vivo? Persegui i tuoi sogni. |
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